Comunicato

Possibile Formazione Gruppo nel Parlamento Europeo

Il Meet Up di Bruxelles:

1. Esprime sorpresa per le modalità (orario, insufficiente presentazione dell’iniziativa e inserimento di un’opzione sorta all’ultimissimo momento, tardiva o mancata comunicazione agli iscritti) con cui il M5S ha aperto la consultazione online di oggi 12 giugno 2014 sull’eventuale apparentamento con Gruppi politici all’interno del Parlamento europeo, in quanto suscettibili di inficiare il valore della votazione stessa;

2. Dichiara l’intenzione dei suoi membri, espressa a larga maggioranza, di votare a favore dell’entrata del M5S nei Non Iscritti al Parlamento europeo, in quanto la considera l’opzione più prudente, che meglio conserva la possibilità di posizionamenti futuri, dopo una discussione interna di maggior qualità, e quella che meglio corrisponde alla postideologicità che contraddistingue il M5S;

3. Ricorda, a tal proposito, che è possibile svolgere un’efficace attività parlamentare, di iniziativa e di controllo, anche fra i Non Iscritti, con 17 parlamentari sostenuti da una squadra con elevate competenze tecniche e legislative, e che è comunque possible verificare ipotesi di apparentamento anche successivamente, lungo l’intera legislatura; la relativa riduzione di risorse non dovrebbe far paura ad un gruppo che si vanta legittimamente di fare politica con pochi mezzi materiali, ma con onestà, trasparenza e coerenza.

4. Ribadisce che tali apparentamenti vanno fatti sulla base di reali affinità politiche, in relazione alle Cinque Stelle del Movimento, e discussi con la base attraverso un processo di partecipazione trasparente e condiviso.

Meet Up Amici di Beppe Grillo – Bruxelles
http://www.meetup.com/movimento5stellebruxelles

­

Comunicato

Possibile Formazione Gruppo nel Parlamento Europeo


Il Meet Up di Bruxelles, in merito alle votazioni online, relative alla possibile adesione a gruppi politici già esistenti in seno al Parlamento europeo, desidera esprimere la propria opinione, come approvato dall’incontro attivisti:

1. La visione dell’Europa del M5S, così come emerge chiaramente dal Programma e e dalla sua traiettoria storica, è quella di un Europa diversa, migliore, più vicina ai cittadini, e sottesa a una reale solidarietà fra i popoli europei;

2. Questa idea d’Europa è antitetica e inconciliabile con posizioni anti-europeiste, volte alla disgregazione del processo di integrazione europea e all’abbandono di progetti comuni su temi chiave come l’ambiente, l’innovazione tecnologica, il diritto d’asilo e la promozione dei diritti fondamentali;

3. Qualsiasi alleanza in seno al Parlamento Europeo dovrebbe basarsi su reali affinità politiche e non su criteri di convenienza o opportunismo che non sono propri dei valori fondanti del M5S.

Meet Up Amici di Beppe Grillo – Bruxelles
http://www.meetup.com/movimento5stellebruxelles­

Comunicato

 

1. Il Meet Up “Amici di Beppe Grillo di Bruxelles” chiarisce di non aver mai intrapreso nessuna trattativa con nessun gruppo politico al Parlamento Europeo, a nessun scopo, né ha dato mandati in proposito, né intende farlo in futuro. Tali negoziazioni non ci competono in nessun modo e ne siamo pienamente consapevoli, come consta nei verbali delle nostre riunioni. Qualsiasi iniziativa intrapresa a titolo personale non ci impegna.

2. Il Meet Up “Amici di Beppe Grillo di Bruxelles” esprime soddisfazione che il M5S abbia avviato contatti in diverse direzioni per esplorare ipotesi di adesione a/formazione di un gruppo politico al Parlamento Europeo.

3. Il Meet Up “Amici di Beppe Grillo di Bruxelles” manifesta totale supporto ai nostri 17 eletti al Parlamento Europeo, la cui unità e coerenza con i nostri valori fondamentali è davvero preziosa per l’intero M5S e per il Paese.

 

http://www.beppegrillo.it/2014/06/il_fantasma_dei_verdi.html

 

 

 

14/02/2014 Lisbona – Kiev: BINARIO MORTO

BINARIO MORTO Venerdi 14 Febbraio ore 19, Horloge du Sud, Rue du Trône, 141, 1050 Ixelles (Bruxelles)

Incontro con Andrea De Benedetti (giornalista e coautore di Binario morto)

e Olivier Hoedeman coordinatore del  Corporate Europe Observatory CEO (Osservatorio europeo sulle Multinazionali)

Corridoio 5, ovvero 3200 chilometri di ferrovia ad alta velocità che dovrebbero garantire promettenti sbocchi di mercato. Un “Eldorado”, secondo Piero Fassino, che però, nella migliore delle ipotesi, non comincerà a produrre benefici economici prima del 2073. Fantascienza pura. I due autori hanno provato a rifare tutto il percorso cercando di capire. Le sorprese non sono mancate. Il Portogallo ha già rinunciato, alla Spagna interessa solo l’alta velocità passeggeri e per le merci programma un binario unico, dopo Trieste il corridoio scompare, tanto che per raggiungere Lubiana bisogna prendere la corriera.

Un viaggio nell’Europa più sconosciuta tra proclami altisonanti e la realtà povera di città, pianure, paesi, popoli senza un’identità e una visione comune. Un reportage che è la storia di una grande illusione. L’alta velocità interessa a pochi e a quei pochi interessa non per la sua portata globale ma per le ricadute a brevissimo termine sull’economia locale. Allora per quale ragione l’Italia deve spendere almeno due miliardi e mezzo di euro in un tunnel? E di quale futuro stiamo parlando?

VOIE  MORTE Vendredi 14 Février à 19h00 , Horloge du Sud , Rue du Trône, 141, 1050 Ixelles (Bruxelles)

Rencontre avec Andrea De Benedetti (journaliste  et coauteur de «  Binario morto » Voie Morte)

Et Olivier Hoedman coordinateur du  Corporate Europe Observatory CEO (Observatoire  européen des Multinationales)

Couloir 5, c’est-à-dire 3200 kilomètres de voie ferrée à grande vitesse qui devraient garantir des débouchés prometteurs de marchés. Un « Eldorado », selon Piero Fassino (Parti Démocratique, actuel bourgmestre de Turin), qui, dans la meilleur des hypothèses, ne donnera pas des bénéfices économiques avant  2073. Pure science-fiction. Les deux auteurs ont essayé de refaire tout le parcours en essayant de comprendre. Les surprises n’ont pas manqué. Le Portugal  a déjà renoncé, et l’Espagne est intéressée seulement par la grande vitesse pour les passagers ; pour les marchandises, elle programme une voie ferrée unique. Après Trieste, le couloir disparaît et pour rejoindre Ljubljana il faut prendre un autobus.

Un voyage dans l’Europe la plus inconnue, entre les déclarations pompeuses et la pauvre réalité des villes, des plaines, des villages, des gens sans une identité et une vision commune.  Un reportage  qui est l’histoire d’une grande illusion. La grande vitesse intéresse peu de monde  et  quelques-uns s’y intéressent non pas  pour sa dimension globale mais pour les retombées à très court terme sur l’économie locale. Donc pour quelle raison l’Italie doit dépenser deux milliards et demi  d’euros dans un tunnel (ligne Lyon-Torino) ? Et de quel futur sommes-nous en train de parler ?

RAILWAY SIDING on Friday 14th of February at 07:00 PM to Horloge du Sud, Rue du Trône, 141, 1050 Ixelles/Elsene (Brussels)

Meeting  with Andrea De Benedetti (journalist and cowriter  of “Binario morto”  Died Rail)

And Olivier Hoedman coordinator of Corporate Europe Observatory CEO.

Corridor number 5, id est a 3200 Kilometres of high-speed rail which should ensure some promising market’s opportunities. A “Eldorado”, in accordance with  Piero Fassino (Democratic Party, now Turin mayor), which, at best, will not give economic benefits before 2073. Pure science fiction. The two writers tried to retrace the entire path, trying to understand. The surprises do not miss. Portugal has already renounced, Spain is interested only to passengers high-speed and, for the commodities, she programs a unique rail, after Trieste the corridor disappears and for arriving to Ljubljana it needs to take a bus.

A travel trough an unknown Europe between bombastic proclamations and the poor reality of towns, plains, villages, peoples without an identity and a common vision. A reportage which is the history of a great illusion. The high-speed interests few people and at these few peoples do not interest for its global dimension but for the short-term impact on the local economy. Then, why Italy should spend two billions and half of Euros for a tunnel?  And about what future we are talking?

Ecco qui il – Voici le – Here the video

30/01/2014 Europeisti, Euroscettici, Eurocritici

30/01/2014 Horloge du Sud 19:00

Europeisti, Euroscettici, Eurocritici

Il M5S Bruxelles ti invita a incontrare:

  • ·         Pier Virgilio DASTOLI: Membro del comitato centrale del Movimento Federalista Europeo. E’ stato per molti anni un alto funzionario dell’Unione Europea, ma ancor prima uno stretto collaboratore di Altiero Spinelli. Ha creato e animato l’intergruppo parlamentare federalista.
  • ·         Paolo Raffone: Fondatore del CIPI network (Center of International Perspective) e di Strat-EU rivista online, giornalista e esperto di geopolitica

Giovedì 30 Gennaio ore 19; Horloge  du Sud, Rue du Trone 141, Ixelles

L’insofferenza e la sfiducia nelle istituzione Europee sono oggi più che mai palpabili in molte parti d’Europa.

In questo contesto, alcuni manifestano la tentazione di abbandonare il progetto europeo, altri si pongono domande critiche su come è stato realizzato.

Quali previsioni e ricette per il futuro dell’Europa alla luce del crescente disequilibrio di potere tra gli stati membri, in favore di Germania e Inghilterra da una parte e un’eurocrazia non eletta democraticamente dall’altra?

Pro -Europeen, Eurosceptiques, Eurocritiques

Le M5S Bruxelles rencontre:

  • ·         Pier Virgilio DASTOLI:  Membre du comité central du Mouvement Fédéraliste Européen. Il a été un haut fonctionnaire de l’Unione Européenne. Mais surtout un collaborateur proche de Altiero Spinelli. Il a crée  et animé l’intergroupe parlamentaire fédéraliste.
  • ·         Paolo Raffone: Founder of CIPI network (Center of International Perspective) and de Strat-EU journal en ligne, journaliste et expert en géopolitique

Jeudi 30 Janvier 19h00 Horloge du Sud, Rue du Trône 141, Ixelles.

L’agacement et le manque de confiance dans les Institution européennes sont aujourd’hui plus que jamais palpables dans les différentes parties d’Europe.

Dans ce contexte, certains manifestent la tentation d’abandonner le projet européen d’autre posent des questions critiques sur la façon dont il a été réalisé.

Quelles prédictions et prescriptions  pour l’avenir de l’Europe, en raison  du déséquilibre  croissants entre les Etas Membres,  en faveur de l’Allemagne et de l’Angleterre d’une part  et une eurocratie  qui n’est pas élu et  qui  n’est pas redevable aux citoyens?

Pro -European, Eurosceptics, Eurocritics

The M5S Brussels meets:

  • ·         Pier Virgilio DASTOLI:  Member of the Central Committee of the European Federalist Movement. He was a high official of the European Union. But  mainly a  close associate of  Altiero Spinelli. He created  and animated the Federalist Parliamentary  Intergroup.
  • ·         Paolo Raffone: Founder of the CIPI network (Center of International Perspective) and of Strat-EU online magazine, journalist and expert in geopolitics

On Thursday the  30th of  January at  07:00 PM Horloge du Sud, Rue du Trône 141,    Ixelles/Elsene.

The irritation and the mistrust in European Institution are now more palpable in many parts of Europe. In this context, someone manifests the temptation to abandon the European project; others do some critical question about how this project it was made.

What predictions and prescriptions, seeing the increasing of power’s unbalance between Member States in favour of Germany and of England on one side and, on the other part, an eurocracy not democratically elected?

17/12/2013 Pizza a 5 Stelle – Pizza à 5 Etoiles – 5 Stars Pizza – Pizza 5 Sterren

In occasione delle Feste , Oggi 17/12/2013  prossimo Il MeetUp di Bruxelles si riunirà eccezionalmente A MammaRoma , 37 place Jourdan per una pizzata in compagnia
Per chi non è ancora venuto ad uno dei nostri incontri sarà un occasione ” ghiotta” per conoscere gli attivisti 5 Stelle !
Martedi’ 17 h18.30
Mamma Roma 37 place Jourdan

Dans l’occasion des Fêtes de Noël, aujourd’hui 17/12/2013 le MeetUp de Bruxelles se réunira exceptionnellement au Mamma Roma à place Jourdan 37 pour une pizza en compagnie. Pour qui n’est pas encore venu pendant un de nos rendez-vous, ça sera une occasion “gourmande” pour connaître les activistes 5 étoiles! Mardi 17 18h30 Mamma Roma place Jourdan 37 Etterbeek (Bruxelles)

At the times of Christmas Holidays, Today on 2013/12/17, the Brussels’ MeetUp, exceptionally, will have a meeting at the Mamma Roma Place Jourdan 37 for a together pizza. For anyone who has not yet come to one of our meetings, it will be a “greedy” opportunity to know the 5 stars activists! On Tuesday the 27th at 6:30 PM Mamma Roma Place Jourdan 37 Etterbeek (Brussels)

La modesta proposta in 7 punti per l’Europa (multilingue)

Italiano –> La modesta proposta in 7 punti per l’Europa

1. Referendum per la permanenza nell’euro

 2. Abolizione del Fiscal Compact

 3. Adozione degli Eurobond

 4. Alleanza tra i Paesi mediterranei per una politica comune finalizzata eventualmente all’adozione di un Euro 2

 5. Investimenti in innovazione e nuove attività produttive esclusi dal limite del 3% annuo di deficit di bilancio

 6. Finanziamenti per attività agricole finalizzate ai consumi nazionali interni

 7. Abolizione del pareggio di bilancio

 

Français –> La modeste proposition en 7 points pour l’Europe

1. Referendum sur la permanence dans l’euro

2. Abolition du Fiscal Compact

 3. Adoption des Eurobonds

 4. Alliance entre  les Pays méditerranéens pour  une politique commune finalisée éventuellement à l’adoption d’un Euro 2

 5. Investissement dans l’innovation et dans les nouvelles  activités productives exclues du limite du 3% annuel  du déficit du budget

 6. Financements pour des activités agricoles finalisées aux consommations  nationales internes

 7. Suppression de l’équilibre budgétaire

English –> The modest proposition in 7 points for Europe

1. Referendum on the permanence in the euro

2.  Abolition of the Fiscal Compact

 3. Adoption of Eurobonds

4. Alliance between the Mediterranean Countries for a common policy eventually   finalised  to an Euro 2

5. Investments in innovation and in new productive activities excluded from the limit of 3% for annual budget deficits

6. Funding for agricultural activities finalized to internal domestic consumption

7. Abolition of balanced budget.

Europeismo? No grazie, io sono PRO-EUROPA: Energia, Crescita e Geopolitica. L’integrazione europea è a un bivio, sospesa tra regressione e rilancio? Incontro e dibattito sull’Europa che intendiamo costruire, con Paolo Raffone analista di geopolitica giovedì 28 novembre alle ore 19:00 à L’Horloge du Sud

Europeisme? Non, merci, je suis PRO-EUROPE: Energie, Croissance Geopolitique. L’integration européenne est au croisement entre deux voie , suspendue entre régression et  un relance. Rencontre et débat sur l’Europe que nous voulons bâtir, avec Paolo Raffone analyste de géopolitique   jeudi 28 novembre à 19h00 a l’Horloge du Sud

Europeanism? No thanks, I am PRO-EUROPE: Energy, Growth and Geopolitics. The European integration is at a crossroads, suspended between regression and relay? Meeting and debate about the Europe which we intend to build, with the geopolitical analyst Paolo Raffone on Thursday, November 28th at 19:00 at L’Horloge du Sud.

Continua a leggere

Incontro -Dibattito del M5S Bruxelles a Genk Sabato 16 Novembre 2013 ore 19:00

MAnifesto Incontro dibttito Genk

Manifesto Incontro dibattito Genk

Sabato 16 Novembre 2013 alle 19:00 ci sarà un Incontro-Dibattito del M5S Bruxelles a Genk presso la sala ACLI sita in Risstraat 3.

Le  Samedi 16 Novembre 2013 à 19h00 il y aura un Rencontre -Débat du M5S Bruxelles a Genk chez l’ACLI à  Risstraat 3. Traduction du slogan : Es-tu satisfait “de l’Europe des Banques”? Penses-tu qu’elle reponde au besoins des citoyens? La voudrais-tu plus solidale, plus democratique? Réappropions-nous des institutions Européennes!

 

On  Saturday 16th of November at 07:00 it  will be a Meeting – Debate  of M5S Brussels in Genk  to ACLI in Risstraat 3. Slogan Translate :  Are you statisfied from “The Europe of Banks”? Do you think that she answers to citizens’ needs? Do you want that she would be more cohesive, more democratic ?  We must reappropriate of European Institutions!

Euroshadow

 di Massimiliano

 

Si condividono linguaggi, modelli e obiettivi che riguardano ciascuno di noi.

Oggi ci si interroga sulla funzionalità degli strumenti partecipativi nelle democrazie.

Forse è un falso problema. Ci si dovrebbe interrogare meglio come nasce la capacità di scelta dei cittadini, su quale base di  consapevolezza poggia e quindi come si esprime il proprio voto o partecipazione nel processo di vita democratica.

Vediamo qui di seguito alcune considerazioni sull’Europa osservata da vicino proprio qui da Bruxelles.

Se si ha a cuore il cibo, la salute e la sicurezza finanziaria della propria famiglia, le tasse che si pagano, lo stato del pianeta e della stessa democrazia, vi è un importante cambiamento politico di cui si dovrebbe essere consapevoli. Il governo di rappresentanti chiaramente identificabili e democraticamente eletti viene gradualmente soppiantato da un governo ombra in cui enormi imprese transnazionali (Tnc) sono onnipresenti e stanno prendendo di più in più decisioni che riguardano tutta la nostra vita quotidiana.
Essi possono agire attraverso le lobby o poco chiari «comitati di esperti»; attraverso organismi ad hoc che ottengono un riconoscimento ufficiale; talvolta, attraverso accordi negoziati in segreto e preparati con cura da executive delle imprese al più alto livello. Lavorano a livello nazionale, europeo e sovranazionale, ma anche all’interno delle stesse Nazioni Unite, da una dozzina di anni nuovo campo di azione per le attività delle corporate. Non si tratta di una teoria della cospirazione: abbiamo evidenze tangibili tutti intorno a noi, ma per il cittadino medio sono difficili da riconoscere. Vogliamo continuare a credere, almeno in Europa, di vivere in un sistema di condivisione democratica?

Tecniche da mercenario

Cominciamo con le lobby ordinarie, attori famigliari ai margini dei governi per un paio di secoli. Hanno migliorato le loro tecniche, sono pagate più che mai e ottengono risultati. Negli Stati Uniti, devono almeno dichiararsi al Congresso e dire quanto sono pagate e da chi.
A Bruxelles, c’è solo un registro «volontario», che è una presa in giro, mentre dieci-quindicimila lobbisti si interfacciano ogni giorno con la Commissione europea e con gli euro-parlamentari. Difendono il cibo spazzatura, le coltivazioni geneticamente modificate, prodotti nocivi come il tabacco, sostanze chimiche pericolose o farmaceutici rischiosi, difendono i maggiori responsabili delle emissioni di gas a effetto serra e le grandi banche.
Meno conosciute delle lobby favorevoli a singole imprese transnazionali, ma in crescita a livelli di comparto industriale sono «istituti», «fondazioni» o «consigli», spesso con sede a Washington DC, che difendono anche l’alcool, tabacco, cibo spazzatura, prodotti chimici, gas serra, ecc, ma con un approccio diverso. Essi impiegano esperti influenzati per scrivere articoli che creino dubbi nella opinione pubblica anche in merito a fatti scientificamente assodati; creano falsi «comitati» o gruppi di «cittadini» finalizzati a difendere i loro prodotti e a sostenere che la «libertà di scelta» del consumatore viene limitata dalla invadenza di chi vuole prendere le decisioni al posto dei singoli.
Tornando su Bruxelles, decine di «comitati di esperti» formate da personale Tnc, praticamente prive di partecipazione da parte dei cittadini o delle Ong, preparano regolamenti dettagliati in ogni possibile settore. Dalla metà degli anni 1990, le più grandi compagnie americane dei settori bancario, pensionistico, assicurativo e di revisione contabile hanno unito le forze e, impiegando tremila persone, hanno speso cinque miliardi dollari per sbarazzarsi di tutte le leggi del New Deal, approvate sotto l’amministrazione Roosevelt negli anni ’30, che avevano protetto l’economia americana per sessant’anni. Attraverso questa azione collettiva di lobbying, hanno guadagnato totale libertà per trasferire attività in perdita dai loro bilanci, verso istituti-ombra, non controllati.
Queste compagnie hanno potuto immettere sul mercato e scambiare centinaia di miliardi di dollari di titoli tossici «derivati», come i pacchetti di mutui sub-prime, senza alcuna regolamentazione. Poco è stato fatto dopo la caduta di Lehman Brothers per regolamentare nuovamente la finanza e nel frattempo, il commercio dei derivati ha raggiunto la cifra di $ 2.300.000.000.000 al giorno, un terzo in più di sei anni fa. Tutti noi conosciamo i risultati delle attività di lobby finanziaria: la crisi del 2007-2008, in cui siamo ancora invischiati.
Ci sono poi organismi quali l’International Accounting Standards Board, sicuramente sconosciuto al 99 per cento della popolazione europea. Quando l’Ue si è confrontata con l’allargamento a ventisette e con l’incubo di ventisette diversi mercati azionari, con diversi insiemi di regole e norme contabili, ha chiesto supporto a un gruppo ad hoc di consulenti provenienti dalle quattro maggiori società mondiali di revisione contabile.
Nel corso degli anni successivi, questo gruppo è stato silenziosamente trasformato in un organismo ufficiale, lo Iasb, ancora formato dagli esperti delle quattro grandi società, ma che adesso sta elaborando regolamenti per sessantasei paesi membri, tra cui l’intera Europa. Lo Iasb è diventato ufficiale grazie agli sforzi di un Commissario Ue non eletto dai cittadini, Charlie MacCreevy, un neoliberista irlandese, egli stesso un esperto contabile, senza alcun controllo parlamentare. Per chi fosse interessato a saperlo, è stato detto che l’agenzia era «puramente tecnica».

Gli evasori competenti

Fino a quando non potremo chiedere alle imprese di adottare bilanci dettagliati per paese, continueranno a pagare – abbastanza legalmente – pochissime tasse nella maggior parte dei paesi in cui hanno attività. Le aziende possono collocare i loro profitti in paesi con bassa o nessuna tassazione e le loro perdite in quelli ad alta fiscalità.
Per tassare in maniera efficace, le autorità fiscali hanno bisogno di sapere quali vendite, profitti e imposte sono effettivamente di competenza di ciascuna giurisdizione. Oggi questo non è possibile, perché le regole sono fatte su misura per evitare la trasparenza. Piccole imprese nazionali o famigliari con un indirizzo nazionale fisso, continueranno a sopportare la maggior parte del carico fiscale o a fare a meno dei servizi pubblici che una tassazione equa delle Tnc avrebbe potuto garantire.
Lo Iasb non fornisce la rendicontazione dettagliata per paese. Non c’è di che stupirsi. Le quattro grandi agenzie i cui amici e colleghi fanno le regole, perderebbero milioni di fatturato, se non potessero più consigliare i loro clienti sul modo migliore per evitare la tassazione.
Nel luglio di quest’anno, sono iniziati i negoziati della Transatlantic Trade and Investment Partnership, o Ttip. Questo accordi definiranno le norme che regolamenteranno la metà del Pil mondiale – gli Stati Uniti e l’Europa – e sono in preparazione dal 1995, quando le più grandi multinazionali da entrambi i lati dell’oceano si sono riunite nel Trans-Atlantic Business Dialogue per lavorare su tutti gli aspetti delle pratiche regolamentari, settore per settore. I negoziatori stanno ora lavorando sulla bozza di progetto che il Tabd ha redatto.
Il commercio transatlantico ammonta a circa mille e cinquecento miliardi dollari all’anno, ma c’è poco da negoziare sull’aspetto delle tariffe, questi pesano media solo un tre per cento. L’obiettivo è invece di privatizzare il maggior numero possibile di servizi pubblici ed eliminare le barriere non tariffarie, come per esempio i regolamenti e ciò che le multinazionali chiamano «ostacoli commerciali». Al centro di tutti i trattati commerciali e di investimento oggi è la clausola che consente alle aziende di citare in giudizio i governi sovrani, se la società ritiene che un provvedimento del governo danneggi il suo presente, o anche i suoi profitti «attesi».
Il Trans-Atlantic Business Dialogue ha recentemente cambiato il suo nome in Consiglio economico transatlantico e descrive il suo lavoro come volto a «ridurre i regolamenti per potenziare il settore privato». Si definisce un «organo politico» e il suo direttore afferma con orgoglio che è la prima volta che «il settore privato ha ottenuto un ruolo ufficiale nella determinazione della politica pubblica Ue / Usa».
Con questo trattato, se approvato secondo le intenzioni delle Tnc, includerà modifiche ai regolamenti riguardanti la sicurezza dei prodotti alimentari, prodotti farmaceutici, prodotti chimici, ecc; stabilità finanziaria (libertà per gli investitori di trasferire i loro capitali senza preavviso); nuove proposte fiscali, come la finanziaria tassa sulle transazioni; sicurezza ambientale (ad esempio il diritto di imporre norme più rigorose sulle industrie inquinanti) e così via. I governi non potranno privilegiare operatori nazionali in rapporto a quelli stranieri per i contratti di appalto (una parte significativa di ogni economia moderna). Il processo negoziale si terrà a porte chiuse, senza il controllo dei cittadini.

Democrazia a rischio

Come se non bastasse l’infiltrazione nei poteri esecutivo, legislativo e giudiziario da parte delle imprese transnazionali, anche le Nazioni Unite sono ormai un obiettivo delle Tnc. Alla conferenza Rio + 20 sull’ambiente delle Nazioni Unite nel 2012, le imprese transnazionali formavano la più grande delegazione e misero in scena il più grande evento, noto come «Business Day». Il rappresentante permanente della Camera di commercio internazionale presso le Nazioni Unite dichiarò tra fragorosi applausi, «Siamo (…) la più grande delegazione d’affari che mai abbia partecipato a una conferenza delle Nazioni Unite… Le imprese hanno bisogno di prendere la guida e noi lo stiamo facendo». Le multinazionali chiedono ora un ruolo formale nei negoziati sul clima delle Nazioni Unite.
Non sono solo le dimensioni, gli enormi profitti e i patrimoni che rendono le Tnc pericolose per le democrazie. È anche la loro concentrazione, la loro capacità di influenzare, spesso dall’interno, i governi e la loro abilità a operare come una vera e propria classe sociale che difende i propri interessi economici, anche contro il bene comune.

Questa è l’Europa che vogliamo?  Condividono linguaggi, modelli e obiettivi che riguardano ciascuno di noi. Ma se i cittadini che hanno a cuore la democrazia li ignorano, lo fanno a loro rischio.

Video dell’incontro tra il Meetup M5S Bruxelles ed Emanuele Ferragina

Ecco il video dell’incontro tra il Meetup M5S Bruxelles  ed Emanuele Ferragina, prendendo spunto dal suo libro “Chi troppo, Chi niente

Here the video of meeting between the Meetup M5S Brussels and Emanuele Ferragina, inspired from his book ” Who too, Who nothing

Voici le video du rencontre entre le  Meetup M5S Brussels et Emanuele Ferragina,  inspiré à son livre “Qui trop, Qui rien“.

Incontro con Final Watch – La Crisi economica europea: perché abbiamo bisogno, per risolverla, che le banche ritornino a mettere la finanza al servizio dell’economia.

Incontro con Final Watch – La Crisi economica europea: perché abbiamo bisogno, per risolverla, che le banche ritornino a mettere la  finanza al servizio dell’economia - 27/06/2013  - 19:00 - L Horloge du Sud

Il MeetUp M5S di Bruxelles organizza un evento con la gentile partecipazione di FinanceWatch
Temi principali:
Dal 2008, più di 1.300 miliardi di euro di soldi pubblici sono stati spesi per sostenere il settore bancario europeo. Siamo ormai a cinque anni dall’inizio della crisi, e molto resta ancora da fare per riparare il nostro sistema bancario. Ma che cosa è andato storto? Cosa c’è di sbagliato con le nostre banche oggi? Come fare per controllarle? Per rispondere a queste domande, esploreremo – senza tecnicismi – le attività delle banche e il loro ruolo nella nostra economia e spiegheremo perché il livello appropriato di capitale, una separazione delle attività bancarie, nonché degli adeguati controlli e meccanismi di gestione delle crisi sono passi fondamentali da effettuare per rimettere la finanza al servizio dell’economia.

Registrati su: events@bruxelles5stelle.it;

Partecipanti:                                                                                                                                                                                                                                                                      Aline Fares (francese) fornisce consulenza al Segretario Generale di strategia e si è laureata presso l’HEC di Parigi.
Katarzyna Hanula-Bobbit (Polish) lavora all’interno del team Affari Pubblici  come avvocato esperta in banking.
Moderatore:
Alessio Pisano’ (italiano), giornalista freelance di questioni europee.

N.B.:  Il dibattito sarà in inglese.

Meeting with FinaWatch – European economic crisis: why we need to fix banks to put finance back at the service of the economy –  27/06/2013  - 07:00 PM. - L Horloge du Sud

The Meet Up M5S of Bruxelles organizes an event with the kind participation of FinanceWatch
Main topics:
Since 2008, more than 1.300 billion Euro of public money were spent to support the European banking sector. We are now five years after the start of the crisis, and a lot remains to be done to fix our banking system. But what went wrong? What is wrong with our banks today? How to control them? To answer these questions, we will explore – without jargon – the activities of banks and their respective role in our economy and explain why appropriate capital level, a separation of banking activities, as well as appropriate supervision and crisis management mechanisms are key steps to be taken to put finance back at the service of the economy.

Register on: events@bruxelles5stelle.it;

Speakers
Aline Fares (French) advises the Secretary General in strategy and graduated from HEC Paris.

Katarzyna Hanula-Bobbit (Polish) works within the Public Affairs team on advocacy
Mediator:
Alessio Pisanò (italian), freelance journalist of European issues.

N.B.: The discussion will be in English.

La Crise économique européenne: pourquoi il nous faut, pour la résoudre, que les banques  retournent à remettre la finance au service de l’économie – 27/06/2013  - 19h00 - L Horloge du Sud

Le Meetup M5S de Bruxelles organise un événement avec l’aimable participation de FinanceWatch
Principaux thèmes abordés:
Depuis 2008, plus de 1.300 milliards d’euros d’argent public ont été dépensés pour soutenir le secteur bancaire européen. Nous sommes maintenant à cinq ans après le début de la crise, et il reste encore beaucoup à faire pour réparer notre système bancaire. Mais quoi s’est passé? Quel est le problème avec nos banques aujourd’hui? Comment les contrôler? Pour répondre à ces questions, nous allons explorer – sans jargon – les activités des banques et leur rôle respectif dans notre économie et expliquer pourquoi le niveau approprié du capital, une séparation des activités bancaires, ainsi que la supervision appropriée et des mécanismes de gestion de crise sont des étapes clés à entreprendre afin de remettre la finance au service de l’économie.

Inscrivez-vous sur:  events@bruxelles5stelle.it;

Speaker
Fares Aline (français) conseille le secrétaire général de la stratégie et elle est diplômé au  HEC Paris.
Katarzyna Hanula-Bobbit (polonais) travaille au sein de l’équipe des affaires publiques comme Avvocat, Annonceur et médiateur

Moderateur:

Alessio Pisano’ (italien),  journaliste indépendant sur ​​les questions européennes.

N.B.: Le débat sera en Anglais.

Per Informazioni dettagliate – For detailed informations – Pour des informations detaillées :  https://www.facebook.com/events/419627258145297/

Incontro con Emanuele Ferragina

Incontro con Emanuele Ferragina –> 23/06/2013, 19:00

Il Meetup M5S Bruxelles ha il piacere di organizzare un incontro pubblico con Emanuele Farragina.  L’incontro, che si svolgera Domenica 23 Giugno alle 19:00 presso l’Horloge du Sud, Rue du Trône 141 1050 Ixelles, sarà l’occasione per dibattere con Emanuele delle tesi recentemente pubblicate nel suo libro “Chi troppo chi niente” edito da BUR (Bliblioteca Universale Rizzoli).

Ulteriori informazioni su Emanuele sono disponibili sul suo sito http://www.emanueleferragina.com/

Rencontre avec Emmanuele Ferragina -> 23/06/2013, 19h00Le Meetup M5S Bruxelles a le plaisir d’organiser une réunion publique avec Emmanuele Farragina. La réunion, qui aura lieu le dimanche Juin 23 à 19h00 à l’Horloge du Sud, Rue du Trône 141 1050 Ixelles, sera l’occasion de discuter avec Emanuele les thèses récemment publiées dans son livre “Chi troppo chi niente” (Qui trop, qui rien),  publié par BUR (Blibliotecha Universale Rizzoli).
Plus d’informations sur Emanuele sont disponibles sur son site Internet http://www.emanueleferragina.com/

Meeting with Emanuele Ferragina -> 23/06/2013, 19:00The M5S Brussels Meetup is pleased to organize a public meeting with Emmanuel Farragina. The meeting, which will take place on  Sunday, June 23 at 19:00 at the Horloge du Sud, Rue du Trone 141 1050 Ixelles, will be the opportunity to discuss with Emanuele the theses recently published in his book “Chi troppo chi niente” (Who too who  nothing) published from BUR (Blibliotecha Universale Rizzoli).
More information about Emanuele are available on its website http://www.emanueleferragina.com/

Lobby Tour di Bruxelles

Lobby Tour di Bruxelles – Lobby Tour de Bruxelles – Lobby Tour in Brussel –>  17/06/2013, 18:00

Partecipazione ad un tour guidato per i punti caldi  della lobbying dell’industria delle armi  a Bruxelles. Partendo dallo  Square Meeus, nel cuore del quartiere europeo, si costruirà il percorso verso la Piazza del Lussemburgo, spiegando il panorama  della lobby delle  armi e le loro dubbie pratiche, come ad esempio, quella della porta girevole o quella  della creazione di gruppi di facciata.

Participation à une visite guidée pour les points chauds de la lobbying de l’industrie des armes à Bruxelles. A partir du Square Meeus, en plein coeur du quartier européen, on ira construire le chemin en direction de la  Place du  Luxembourg, en expliquant le panorama de la lobby des armes à feu et leurs pratiques douteuses, comme celle de la porte tournante ou celle de la création des groupes de façade.

Participate in a guided tour to the hot spots of arms industry lobbying in Brussels. Starting from Square Meeus in the heart of the EU quarter, we will make our way to Place Luxembourg, explaining the arms lobby landscape and their dubious practice, such as the revolving door or the creation of front groups.

Proiezione del film The Brussels Business

Proiezione del film The Brussels Business –  Projection du film The Brussels Business   –  Screening of the film The Brussels Business  –> 14/06/2013,  19:00

Il meetup Amici di Beppe Grillo Bruxelles è lieto di annunciarvi la proiezione del film The Brussels Business a cui seguirà un dibattito con il regista, Matthieu Lietaert.
Il film sarà proiettato in lingua Inglese con sottotitoli in francese il 14/06/2013  alle 19:00 allo Horloge du Sud 141, rue du Trône, 1050 Bruxelles.
La partecipazione è gratuita.

Le Meetup Amis de Beppe Grillo Bruxelles est heureux d’annoncer la projection du film The Brussels Business  , auquel suivra une discussion avec le réalisateur, Matthieu Lietaert. Le film sera projeté en anglais avec sous-titres en français le 14/06/2013 à 19h00 à l’Horloge du Sud 141, rue du Trône, 1050 Bruxelles.
La participation est gratuite.

The meetup Meetup Beppe Grillo’s Friends Brussels is pleased to announce the screening of the film The Brussels Business , followed by a discussion with the director, Matthieu Lietaert.
The film will be screened in English with French subtitles on 14/06/2013 on 19:00 at Horloge du Sud 141, rue du Trone, 1050 Brussels.
Participation is free.

“We want to make honesty fashionable again”

Ecco a voi l’articolo in inglese apparso su Le Soir il 18 maggio, con l’intervista a Beppe Grillo. Di seguito il link all’articolo su Le Soir.

  • “If Grillo wants to be a politician, he should create a party. Then we’ll see what he’s made of,” declared a center-left leader in 2007
  • In 2009, the former comedian launched the Five Star Movement
  • His movement won a memorable victory in February 2013
  • Interview with the influential Italian figure

Ancona, the capital city of the Marche region, founded by Greek colonists in the fourth century BCE, rises above an inlet at the end of a promontory that drops into the Adriatic. The skies are rainy. Below the hotel, the port is covered by a veil of mist.

The man who turned the Italian political landscape on its head sits at a table in a room lit by a large bay window. He sips coffee. With abundant white hair and eyes as blue as a summer sky, Beppe Grillo is almost deferentially polite.

Twelve hours before, the leader of the Five Star Movement, who has been to every corner of the country in preparation for the upcoming municipal elections, stirred up the city’s main square to the rhythm of his condemnations of a political class characterized by corruption, inefficiency and necrosis.

“So, what can we say that would interest Belgians?” he begins in a slightly mocking tone. To obtain an exclusive one-hour interview, face-to-face with this man who refuses to speak to the press, was certainly no picnic. It took weeks of contacts, of follow-ups, of correspondence, up until a phone call late Wednesday morning: “Tomorrow at 10:30. In Ancona.”

A beloved comic in the eighties, this eloquent speaker has made political satire his weapon. And then there was also the memorable little phrase used against the socialist powers of the time, tossed out during a televised show. It happened in November 1986. Bettino Craxi, the erstwhile prime minister, was traveling in China. “I’m sure Craxi must be wondering,” Grillo said, “if China is entirely populated by socialists, who can they steal from?”

It was the end of his television career and the beginning of his political trajectory. He began visiting places where working people gather, talking about nuclear power, new technology, citizen activism. He spoke crudely and sometimes vulgarly. He harnessed discontent, and his influence grew. He brought together a significant number of the disaffected. A charismatic man, he began to be viewed as a type of guru. In 2007, he collected 350,000 signatures in support of barring from office elected representatives who had been criminally convicted. He delivered the petition to Romano Prodi, then head of the government. Nothing happened.

“If Grillo wants to be a politician, he should create a party. Then we’ll see what he’s made of,” declared Piero Fassino, leader of the center left at the time. No sooner said than done: in 2009, he founded the Five Star Movement and has since strung together various electoral successes – including the victory in the February 2013 elections.

GIUSEPPE SANTOLIQUIDO

-

“I am the embodiment of a type of anger”

In a few words, how would you describe the philosophy of your Five Stars Movement?

It sprang from ongoing anger, the anger against the situation our politicians plunged us into, and it’s ongoing because it’s constructive. We’re not interested in breaking everything; we want to change things. The movement represents hope for change for millions who have lost their confidence in our politicians.

From where did the original idea stem?

It came from observation. The Italian party-based system has failed. It’s dead. Not only did it drag the country into bankruptcy, but also the system, as I call it, has become gangrenous with corruption. Our political class is inefficient and corrupt. The public can’t take it anymore.

You think that all politicians are corrupt. Do you want to lump them all into the same basket?

No, on the contrary, I think that many of them are honest. The system itself is so corrupt that when an honest and motivated person enters the system, he’s dragged downstream by institutional corruption and covert bonds. Italy ranks 79th on the list of least corrupt countries in the world. One only has to look at the unbelievable amount of scandals that have rocked Italy in the past few years – on the right and left alike. What we’re offering is a revolutionary change.

By using the internet as a primary communications tool?

Yes. The Net is still in full expansion. Soon everyone will be online – even the older and less privileged populations. We already received 25% of the vote during the last elections without using television; I’ll even go so far as to say that we went against television and newspapers. Today, the honest surveys have us at 30% of public voting intentions. That’s exactly why they’re trying to shut us up.

As far as that goes, you have a troubled relationship with the Italian press.

They despise us and treat us with disdain. We represent change, and they can’t stand it. In addition, the press is allied with large industrial groups. Look at De Benedetti, the scandal-ridden industrialist. He was one of the first members of the Democratic Party. What I refuse to accept is that they don’t attack our ideas. They attack me personally. They derided our duly elected representatives when we brought into our political institutions a record number of people out of universities, young people, and women.

Your language can at times be quite colorful. Could that be a reason?

Maybe, I express myself that way in order to get a reaction. I am after all a performance artist. I know how to communicate my message although it’s true that at times I can be vulgar. I already told you. I’m the embodiment of anger. I’m also not sure that I’m any more vulgar than my competitors who were throwing ham in a food fight at each other just a few months ago in the Chamber benches.

You used earlier the term “covert bonds”. Are you referring to organized crime?

Yes. The line between a significant segment of our politicians and the mafia is very thin. We are now beyond our reasoning, beyond what honesty is capable of accepting.

You are standing for a kind of ethical renewal, then?

Ethics are nothing other than loyalty. We want to make honesty fashionable again. I never had to take courses to be honest. Not stealing from my neighbor is normal behavior. I learned this from my father who learned it from his father. This same mechanism can be found in politics as well – just like the fight against public waste. We are already doing it.

Can you provide a concrete example?

Of course! Take Sicily, where we are the dominant party, and where in the regional institutions we have 14 of our elected representatives. Our younger people have reduced their salaries by 70%. With the money they saved, they opened a bank account in the region. This amount, from memory, was €1.2 million, which they decided to use for micro-loans for Sicilian SMEs.

Italian news has seemed turbulent these past few weeks, what with the chaotic formation of the government.

The government will fall very quickly. Berlusconi will see to it the first chance he gets.

The Democratic Party is holding you accountable for the Grand Coalition. They say had you not been so intransigent, you would be governing together.

I’m glad you brought that up because it’s pure propaganda. The democrats need someone to blame in order to justify their alliance with Berlusconi, so they demonized us for the entire campaign. We offered the DP common ideas on four fundamentals, among which are Berlusconi and the restitution of electoral refunds to finance citizen income in particular.

Under these conditions, would you have given a vote of confidence and allowed the government to form?

Sure! However, it was all rigged. They never intended to govern with us. They went through with this charade to hide their attempts to corrupt our elected people first, then to form this unholy alliance with the right. Now that they’ve been exposed; public opinion has awakened. But we won’t stop there. If the government falls tomorrow, we’re ready to take the reins. Before the election, we will present our team to the Italian population. It’s ready to go. In the following weeks, we will file several proposals regarding economic issues. I know they’re lying in wait for us on that one.

Let’s talk about Europe. You had announced a few years ago that you hated Europe with everything you had. Do you still hold to it?

That’s not what I said. On the contrary, I’m a staunch supporter of Europe, but I’d like to see the very concept of Europe revisited. When Monnet, along with many others, created Europe, he founded it on coal and steel – on tangible things. He was no technocrat. He used the post-war Marshall Plan manna. He knew that steel and coal were in German hands and that France would never manage these materials. He acted this way to manage concrete material. Now Europe is based on abstracts. Look at our finances. We have not only transferred our monetary sovereignty, but also our food supply. Do you realize that Italy has the best food in the world? Milk production centers are French. Supermarkets are French while ours are closing down one after the other. The free movement of workers has become the free movement of slaves. There are Georgians working on Romanian building sites. In Georgia there are Ukrainians and so on. It’s the production of new slaves.

You are also committed to promoting a referendum on the Euro if you come to power, are you not?

The Euro is a hollow word; it no longer stands for anything. The problem is that Euro is now really the Mark. The Euro is the victim of dogmatism by those promoting it. I want to be able to talk about a plan B for the first five years. Now, highly regarded economists are talking about leaving the Euro. Others are supporting the idea of two currencies; Italy, for instance, would use the Lira for national commerce, and the Euro for foreign commerce. Others still prefer to maintain the status quo. I’m not saying one way or the other. I’m open to discussing it without getting dogmatic.

How would you proceed?

My first commitment is to organize a one-year moratorium followed by an audit that goes beyond the Euro, and then we would launch a public information campaign. You know that Europe is sorely lacking in information. We have no idea what is going on in Holland, or in Poland, and so on. Following the information campaign, there will be discussions, then decisions. Do you think it’s right, for example, that we have a multitude of different revenue systems at a time where we can move large blocks of capital in a fraction of a second?

You also disputed the Italian contribution to Europe.

I don’t see the problem in those terms. We are the third largest contributor to Europe at €15 billon. We get 6 or 7 of that back, but no one really manages its use. One third of the European balance still goes to petroleum, coal, and road transport. We continue to finance the food industry while forty million Europeans want more healthy and organic foods, and want to use more new energies and new technology. I want a Europe bursting with ideas. I want common grounds, not uniformity.

How do you see your personal role at the head of the movement in the next few years?

My goal will be reached once Parliament is made up of citizens and not professional career politicians. That’s when I will retire. It’ll happen. We are in constant growth. You know that the movement is on the verge of being exported. Soon it’ll take root in many other countries.

Interview by GUISEPPE SANTOLIQUIDO

We want to make honesty fashionable again

Cosa sta succedendo in Italia

di Massimiliano  

L’ostracismo della politica tradizionale, in particolare del PD, cozza con il rispetto testimoniato dall’estero. Per tutti dal Segretario di Stato degli USA, John Kerry, che in visita a Roma ha dichiarato di “non avere pregiudizi nei confronti del M5S”. Molto diverso dalla pretesa di una presunta “responsabilità” sbandierata dai dirigenti del PD.  

La finanza italiana non si è espressa a viso scoperto, mentre l’odiata Goldman Sachs ha plaudito pubblicamente all’ingresso dei nuovi parlamentari del movimento di Grillo.  

 

La stampa italiana, quasi nella sua totalità, si rende complice di un pregiudizio e di una rappresentazione caricaturale nei confronti dei candidati del M5S più accentuata rispetto a quanto abbia fatto coi rappresentanti del PDL che hanno coperto responsabilità ben più importanti negli ultimi 19 anni. Cosa gravissima che testimonia di un’evidente collusione tra giornalisti, editori e politica tradizionale.

Da anni assistiamo impotenti ad una rappresentazione di teatrini demenziali nei vai notiziari e talk show di presunti rappresentanti del popolo (in realtà scelti dalle segreterie) che da anni parlano di promesse puntualmente disattese. Un teatro che non rappresenta più la realtà e le necessità della società italiana ma che celebra se stesso.

Complicità nella denigrazione delle persone ma anche collusione con i poteri finanziari che attraverso gli editori hanno omologato l’informazione televisiva e dei giornali ad una indistinta melassa morale. Siamo bombardati di notizie senza aver il tempo di assimilarle e riflettere su cosa sta succedendo.

La televisione finisce per svuotare i contenuti. Per fortuna esiste Internet che, nonostante l’inefficiente banda larga italiana, offre per ora, ancora, spazi di libertà informativa autogestita.

 

La diretta proposta oggi dal M5S da un hotel romano della riunione dei nuovi parlamentari ci mostra il paese reale: giovani, educati, preparati, impegnati, occupati professionalmente e all’apparenza molto sani. Un paese, l’Italia, che appare improvvisamente bellissimo ed energico! Un cambio culturale pacifico e virale: non un paese “normale” ma un paese vivo che ha voglia di fare e di costruire. Questa è la volontà di  partecipazione e la volontà di riprendersi il Paese non solo una mera protesta.

È la partitocrazia degli ultimi vent’anni la vera antipolitica che attraverso il Porcellum non ha permesso una reale e attiva partecipazione dei cittadini tramite l’elezione diretta dei propri rappresentanti al cambiamento del Paese.

Mentre un manipolo di magistrati italiani, tutti over fifty, continuano a spendere le loro energie (e le poche risorse) in inchieste (politiche) che nella grande maggioranza dei casi si risolvono in assoluzioni o lievi condanne, la giustizia italiana non riesce a presentare un’immagine da paese civile. La durata stravagante dei processi, l’incongruente qualità delle sentenze e l’inefficace intervento negli affari correnti civili ed economici, sono sotto gli occhi di tutti. Un paese con sistema di giustizia che è disfunzionale minaccia dall’interno le sue organizzazioni strutturanti: la famiglia, l’impresa, e la scuola.  

I sindacati si sono rivelati un dopolavoro ben remunerato per gli occupati e i pensionati. In nulla i sindacati sono stati capaci di rappresentare le nuove occupazioni e sottoccupazioni, l’esclusione, e i diritti della dignità umana. Eppure, la loro storia avrebbe dovuto portarci verso ben altri risultati. Come per i partiti politici il finanziamento pubblico è probabilmente la prima causa del loro declino infausto. Poiché in un sistema democratico dei partiti politici e dei sindacati c’è bisogno, una loro profonda rifondazione e riformulazione s’impone tra le massime urgenze.

 

Assistiamo alla spartizione del Paese somalizzato e sminuzzato tra clan di potere gerontocratici (i vari Letta, Fassino, Berlusconi, Bossi, La Russa, D’Alema e così via) impegnati in regolamenti di conti come nel caso dell’elezione del Presidente della Repubblica. Personaggi non idonei a gestire il processo democratico del Paese. Con questi partiti e sindacati, e con i loro attuali dirigenti, l’Italia non ha una prospettiva di modernità e di civiltà.  

Insomma, finora le elezioni italiane del febbraio 2013 sono state un successo della democrazia e degli italiani. La vacuità dei commenti provenienti dalla SPD tedesca e da alcuni organi di stampa britannici testimoniano tutta la loro incapacità a capire la trasformazione in atto nelle società europee. Le spinte della società civile europea inizia a manifestarsi in modo inequivocabile in tutti i paesi europei. Malgrado la supponente non conoscenza dei rappresentanti europei a Bruxelles, i movimenti in Germania, Regno Unito, Spagna, Portogallo, Svizzera e Grecia, sono forse il miglior risultato dopo 60 anni di Europa.

L’austerità che doveva salvare il vecchio sistema si sta rivelando un boomerang politico di portata storica. Con buona pace dei burocrati europei e dei presunti tecnici che da Bruxelles sono stati catapultati in vari paesi, per salvarli.  

 

La formazione del nuovo governo nel tentativo di garantire la “governabilità” sembra non tenere in conto che la larga maggioranza degli italiani, astenuti e votanti, ha detto basta! Qualsiasi opzione che non rispetterà l’indicazione inequivocabile del voto degli italiani sarà foriera di un disastro sociale ed economico peggiore, se possibile, di quello realizzato tramite l’austerità voluta dalla Germania tramite l’Unione europea.  

Il Presidente della Repubblica che nell’ultimo discorso ha constato l’inadeguatezza dei partiti ad assolvere al ruolo di credibili mediatori tra piazza e istituzioni, ha nelle sue prerogative quella di rappresentare la dignità e l’unità della nazione italiana. Non servono scatti di orgoglio e la difesa d’ufficio dell’onorabilità. Servono azioni concrete, politiche. L’ipotesi di sospendere la democrazia, come nel 2011, non è una soluzione proponibile, credibile e sostenibile. Il governo PD-PDL vuole dire solamente di garantire lo statu quo contro una richiesta di profondo cambiamento richiesto dalla Nazione.  

A questo punto, è il Presidente che deve parlare agli italiani. Ci vuole un grande discorso politico, di prospettiva e di incoraggiamento che apra la strada ad una fase costituente.

Il governo PD-PDL è un mero esecutivo con il percorso già delineato dai tanti vincoli esterni sottoscritti e ratificati dall’Italia. Quindi, la questione della “responsabilità” e della “governabilità” è  un falso problema. Il Parlamento, se non esautorato dai decreti del Governo, può operare trasversalmente su molte proposte M5S.  

Il 25 Aprile è morto!

I Partigiani di Marzabotto intervistati dal Corriere della Sera si sentono offesi e traditi nella memoria e nell’animo dal post di Beppe Grillo ma non sembrano essere colpiti da cosa sta succedendo ora in Italia sotto il loro naso. Ma vediamo perché.

Due italiani su tre, scrive Paolo F. D’Arcais, hanno votato per voltare pagina, per chiudere col quasi ventennio di impunità, che ha ridotto l’Italia a macerie. Si ritrovano invece con un governo Napolitano/Berlusconi (prossimo senatore a vita?), forse con la finta opposizione della Lega, per non dare alla vera opposizione del M5S le presidenze Copasir e Vigilanza che per regolamento gli spettano.

Nessuno ha poi spiegato ufficialmente tramite i media perché il PD non abbia votato Rodotà, una personalità della sinistra che avrebbe potuto incarnare i valori del 25 aprile. Ma tutti si ricordano di essere compartecipi di questi valori per un solo giorno.

Rodotà sarebbe stato l’entusiasmante risposta politica alla richiesta quasi univoca del popolo italiano: “Mandiamo a casa l’attuale vecchia e corrotta classe politica!”.

Il sordo ceto dirigente del Pd ha ingiuriosamente stracciato la parola data agli elettori e tradito la loro inequivoca volontà. Allargando a baratro il fossato profondissimo che già divide i cittadini dal Palazzo.

Ecco che Berlusconi si salva di nuovo dall’interdizione dai pubblici uffici: a proposito di favori, come scrive oggi Marco Travaglio, “La Corte costituzionale, che ha per le mani il processo Mediaset per un conflitto di attribuzioni, doveva sbloccarlo ieri con una sentenza: ma ha fatto sapere che non è il momento, se ne occuperà un’altra volta, ci farà sapere, non c’è fretta. Il tutto per bocca del relatore Sabino Cassese, giurista insigne, già consigliere del Colle e candidato del Colle al Colle, nonché accompagnatore e tutor della brillante carriera universitaria di Giulio Napolitano”.

L’era del governo Letta può cominciare con un problema in meno, mentre il Cimano si tiene una spada di Damocle, o un premietto, sulla capoccia asfaltata. Sono 17 mesi che la Consulta rimanda la sentenza.

Si noti che Berlusconi lascia le consultazioni ai suoi guidati dallo Zio Letta, e vola in USA per tre giorni dove incontrerà anche Obama.

Dopo il riferimento palesemente massonico del neoeletto Presidente Napolitano, commuovendosi al ricordo che sono 60 anni che è in politica, quando ha detto “ho portato la mia pietra” in quest’aula. I Massoni sono “builders in stone”, ovvero scolpiscono la pietra rozza affinché diventi “utile” alla costruzione del tempio (di Salomone). Il Presidente ha mandato il messaggio che lui la “sua pietra” l’ha scolpita perfettamente!

Così Berlusconi, appena eletto il fratello Napolitano, è volato negli USA per una visita di tre giorni in occasione di alcune celebrazioni durante le quali incontrerà anche Obama.

Si regolano un po’ di conti tra Berlusconi e Obama che l’aveva ostracizzato seguendo le indicazioni delle obbedienze britanniche. Ora che la City si appresta a costruire “l’Europa Occidentale” (UK, Francia, Olanda, Belgio, Italia e Spagna) come a febbraio ha “ordinato” Obama nel suo discorso sulla creazione della free trade area transatlantica, la spartizione del potere italiano si deve comporre tra Murdoch (proprietario di Sky, e probabile acquirente di due dei tre canali della privatizzando RAI) e Berlusconi (proprietario di Mediaset). Gli accordi si fanno, appunto, nelle logge competenti, in USA (Illinois?).

Obiettivo di Letta-Letta: Barbara Spinelli lo ha scritto in modo poetico, ma chiarissimo. Tranne qualche esponente del PD (D’Alema, Violante) che ha scelto le logge giuste, tutti gli altri si trovano nelle fratellanze sbagliate. Quindi il PD è stato eliminato con l’attacco concentrico Grillo-Berlusconi, e con la benedizione di Via Veneto. Scrive la Spinelli: “Poi un governo di larghe intese; poi la vittoria elettorale del Pdl. E all’orizzonte, non lontano: Berlusconi capo dello Stato”.

La coppia Letta(zio) – Letta(nipote) – membro del Gruppo Bilderberg e della Trilaterale (Cfr.: Trilateral.org) – è perfetta per guidare la transizione con la trasversalità necessaria. D’altra parte, il ben informato Bill Emmot lo ha scritto: “si voterà a ottobre”. Dopo le lezioni tedesche. Intanto “facimmo ammuina”! …e recuperiamo qualche decina di miliardi dalle tasche degli italiani con interventi d’emergenza in nome del fantasma Euro. Chi comanda è chi ha i soldi. Il nostro mondo è gestito da 7-8 persone che hanno in mano i quattrini. Con Monti hanno pestato i poveri e non hanno toccato i ricchi. Questo è sotto gli occhi di tutti.

Non basta questo per affermare che il giorno della Liberazione e gli ideali che stanno alla base sono stati traditi? È stato tradito chi crede che il popolo italiano, formato da liberi cittadini e da chi ha combattuto per questa libertà, possa ancora decidere qualcosa consapevolmente o almeno ce lo vogliono far credere. Buona celebrazione del 25 aprile!

Massimiliano

“Le Mouvement 5 Stelle, Beppe Grillo et nous!” organisé par ATTAC Bruxelles

Martedì 16 Aprile alle 19:30, presso l’Horloge du Sud di Bruxelles c’é stato un incontro/dibattito sul MoVimento 5 Stelle organizzato e moderato da Attac Bruxelles 2.

Il dibattito della durata di più di due ore ha consentito di conoscere direttamente il programma e le idee del Movimento 5 Stelle, grazie alla partecipazione di:

Franco Carminati (Attac Bruxelles 2)
Andrea D’Ambra (ex-candidato M5S – Parigi)
Hugues Le Paige (direttore della rivista Politique)
Lorenzo Consoli (giornalista, corrispondente di TMNews)

Numerosi partecipanti hanno assistito all’evento, ed hanno potuto intervenire con domande e commenti in maniera civile ed educata, permettendo un chiarimento puntuale su tematiche del M5S (fatto non irrilevante se confrontato con gli attuali dibattiti televisivi). Ringraziamo Attac per la disponibilità offerta.

Una parte sostanziale del dibattito é stata trasmessa in diretta streaming ed é possibile rivederla.

La versione completa, grazie ad Attac, la potete trovare qui:

Grillo e il mito del volo di Ulisse

di BARBARA SPINELLI GLI ULTIMI movimenti di Grillo, dopo la rielezione di Napolitano, sono non solo prudenti ma inquieti: quasi contratti. Non ha afferrato l’occasione offerta dalla collera di migliaia di cittadini, che avevano sperato in Stefano Rodotà: dunque in una democrazia rifondata, che chiudesse il ventennio berlusconiano. Ha evitato euforiche piazze. Non è un comportarsi populista.

Perché il populista classico mente al popolo, per usarlo e manipolarlo. Viene in mente, osservandolo, quel che il filosofo Slavoj Zizek disse delle sinistre di Syriza, nel voto greco del giugno 2012: “Sono sognatori che svegliandosi si son trovati in un incubo”. Col che intendeva: non sognano affatto, ma razionalmente guardano la realtà e la riconoscono tragica.

La realtà vista da Grillo è difficilmente confutabile: è la sconfitta, enorme, vissuta sabato dall’Italia del rinnovamento. E il trionfo, non meno vistoso, dei piani del demiurgo di Forza Italia: il Pd ridotto molto democraticamente in ginocchio; poi un governo di larghe intese; poi la vittoria elettorale del Pdl. E all’orizzonte, non lontano: Berlusconi capo dello Stato. Parlando alle Camere, lunedì, Napolitano ha definito perfettamente consona alla democrazia europea la coalizione “tra forze diverse”. L’orrore che essa suscita, l’ha analizzato in termini psicologici: è una “regressione” faziosa. Un’immaturità smisuratamente tenace. Mai Berlusconi è stato così banalizzato. Mai è apparso lo statista che solo nevrotici bambinizzati avversano.

Ma Grillo sa qualcosa di più. La morte della sinistra italiana, prima innescata dal rifiuto di 5 Stelle di accettare un comune governo, poi accelerata dal no del Pd a candidati di svolta, suggella l’apoteosi, più vasta, di chi da tempo vede l’Europa assediata da dissensi cittadini subito bollati come populisti, quindi euro-distruttori. La speranza che l’Unione cambi, anche su spinta italiana, certo non scompare: presto, nel giugno 2014, voteremo per un Parlamento europeo che finalmente designerà chi sta al timone, alla Commissione di Bruxelles. Ma in Italia è stasi. Il folle volo degli innovatori, come quello di Ulisse verso virtute e canoscenza, da noi s’infrange, e il mare dello status quo sopra di lui si chiude.

Le due cose vanno insieme: la rifondazione delle democrazie, ferite dalle terapie anti-crisi, e un bene pubblico comunitario che i cittadini europei possano far proprio, e influenzare. Chi si batte su ambedue i fronti è chiamato populista perché semplicemente s’è messo in ascolto dei popoli indignati, grandi assenti nelle oligarchie che fanno e disfano l’Unione.

È un’autentica offensiva antipopolare (non antipopulista) quella cui assistiamo da quando Papandreou, premier socialista greco, provò nell’ottobre 2011 a proporre un referendum sull’austerità che già minava Atene, e ora l’ha portata alla miseria. Fu ostracizzato, divenne un infrequentabile paria per le sinistre europee al completo. Solo ai Verdi, Papandreou destituito spiegherà il senso del referendum: non il rifiuto di pagare i debiti (i “compiti a casa”) ma la domanda di un’Europa che compensi lo scacco degli Stati nazione con un proprio bilancio accresciuto e un comune solidale rilancio stile Roosevelt.

Dopo di allora l’offensiva si accentua, senza più pudore. A Cernobbio, l’8 settembre 2012, il Premier Monti chiede un vertice europeo straordinario, di “lotta ai populismi”. Citiamo quel che disse, perché è emblematico e perché le autorità dell’Unione l’applaudirono entusiaste: “È paradossale e triste che in una fase in cui si sperava di completare l’integrazione anche dal punto di vista psicologico, dell’opinione pubblica e in ultima analisi (dal punto di vista) politico, si stia determinando un pericoloso fenomeno opposto, con molti populismi che mirano alla dis-integrazione in quasi tutti gli Stati membri”.

Sembrava il comunicato di un prefetto anti-sommosse più che di un capo politico, e si sa che poliziotti e prefetti usano mettere nello stesso sacco ogni sorta di estremismo, per poi srotolare deserti che chiamano pace civile. Nel sacco ci sono Le Pen, i nazisti greci di Alba Dorata, i liberticidi ungheresi, e a Roma o Atene i veleni letali che sono M5S e Syriza. L’ideologia è quella con cui Pangloss indottrina l’inerme Candide, in Voltaire: stiamo andando verso il migliore dei mondi possibili, l’Europa meravigliosamente si integra, ed ecco  –  horribile visu!  –  una coorte di paradossali e tristi sovvertitori mirano proprio al contrario: alla dis-integrazione.

Due bugie s’infilano in un’unica collana. La prima marchia i populismi senz’alcuna distinzione, e poco serve che Grillo ricordi l’evidenza: avremmo anche noi Alba Dorata, se lui non facesse da argine. La seconda bugia concerne i movimenti detti euroscettici: come se i disintegratori fossero loro, non chi per primo ha disintegrato fingendo d’integrare. Le bugie non hanno affatto gambe corte, lo sappiamo. Le hanno lunghissime e vanno lontano.

Vero è che Napolitano  –  una storia lunga l’attesta  –  ha sull’Europa idee ardite, non condivise da Berlusconi né forse da Monti. Quel che non vede, è il nesso causale fra crisi dell’Unione e torsione delle istituzioni democratiche, della legalità, della giustizia, delle costituzioni. Altrimenti non prediligerebbe, con tanto impeto, quelle che alcuni chiamano ipocritamente larghe intese e altri, più crudamente, inciucio.

Inciucio è parola brutta, ma ci distingue da altri Paesi. L’accordo con Berlusconi è altro dalle grandi coalizioni tedesche, inglesi. È compromettersi con una destra del tutto anomala in Europa. Se non fosse così ci si accorderebbe alla luce del sole, davanti ai cittadini. Non succede, perché il Pd ne ha avuto vergogna sino a polverizzarsi. E forse è un bene, affinché chiarezza sia fatta: gran parte dei militanti, e l’alleato Sel, e Fabrizio Barca o Pippo Civati, già provano a ricostruire.

Non è antieuropeista Grillo, anche se abitato da scetticismo. Ogni europeista che si rispetti è oggi scettico. In una recente conferenza a Torino, Casaleggio ha ammonito contro l’uscita dall’euro (“Solo un Paese forte e competitivo potrebbe”). Lo stesso ha detto Mauro Gallegati, economista vicino a M5S.

Ma è utile, per i Pangloss dell’Unione, dipingere Grillo come distruttore dell’Europa. È tentante bendarsi gli occhi, e nascondere l’estensione di un disastro che non sfascia solo la democrazia deliberativa di Grillo, ma la stessa democrazia rappresentativa che contro lui si pretende presidiare. Ecco dove sta, caro Presidente, la regressione.

Il Parlamento non ha saputo farsi portavoce dell’Italia che invocava Rodotà o Prodi. Ha ucciso l’idea stessa di rappresentanza, più che la democrazia dal basso. Proprio perché non è Le Pen, Grillo ha bisogno che la democrazia classica funzioni, e la sinistra esista. Se oggi pare sì contratto è perché  –  un segno già viene dal Friuli Venezia Giulia  –  anche la sua barca rischia d’infrangersi.

Vince il credo oligarchico di Monti. L’Europa federata non è necessaria (Die Welt, 11-1-12). E i governi non devono lasciarsi “vincolare da decisioni dei propri Parlamenti”, ma “educarli” (Spiegel, 5-8-12). Blue sunday, titola Grillo un suo post. Blue sunday t’assale certe domeniche, dopo weekend insensati. Ti sdrai nel mal-essere, in attesa che una fantasia, o un pensiero, spezzi il malinconico blu.

Cos’è populismo, antipolitica? È la massa che si fa gregge, lupo fiutante sangue e prede. È energia dispotica, sfrenata, irriflessiva, suggestionabile: scrive Gustave Le Bon nella Psicologia delle Folle (1895). Come non riconoscere in essa i mercati e i loro plebisciti? Nessuno li taccia di antipolitica, e come potrebbe. I veri padroni sono loro. Se ne infischiano. Come le folle, non vedono oltre il proprio naso. Democrazia e legalità rovinano? Poco importa. Non è affar loro. Non sanno quello che fanno.
 

Continua a leggere